Le rimesse della comunità bengalese a Roma

bangladesh-300x210Contesto:

Il flusso complessivo delle rimesse a livello mondiale è cresciuto a ritmi costanti e sostenuti per tutti gli ultimi 15 anni e ha ormai superato il volume dei flussi di investimenti produttivi, nonché triplicato il volume degli aiuti pubblici. Un flusso che raggiunge direttamente le famiglie relativamente povere che vivono nelle aree rurali ed urbane e che viene generalmente impiegato per consumi essenziali, per lo sviluppo del capitale umano attraverso l’istruzione e la salute, per l’abitazione e per attività di carattere produttivo. Per questo il tema delle rimesse sta attraendo un interesse sempre più ampio, in particolare nell'ottica di uno sviluppo locale, con modalità e finanziamenti interamente provenienti da persone della stessa comunità in cui verranno investiti. Si stanno attualmente interessando al tema e mobilitando grandi organizzazioni quali la Banca Mondiale, l'Organizzazione Mondiale dei Migranti, l'ILO, l'UE, varie agenzie dell'ONU e il Ministero degli Affari Esteri, oltre a diversi Enti Locali, Ong, Onlus, Banche, Fondi internazionali, società di ricerca etc.

Il periodico invio di denaro rappresenta una sicurezza per le famiglie dei migranti, in molti casi come fonte di pura sussistenza e soddisfazione dei bisogni primari, in altri come aiuto per l'educazione, la salute, la casa, il lavoro e altre attività che creano sviluppo. Deve però essere considerato anche il caso in cui questa sicurezza si tramuti in dipendenza dal denaro inviato frenando lo sviluppo delle attività invece di stimolarlo. La valorizzazione del risparmio dei migranti, attraverso la canalizzazione delle rimesse verso prodotti finanziari che consentano l'allocazione in investimenti produttivi locali, è dunque una questione di grande importanza che merita un'attenta analisi.

L'apertura di un canale di invio di questo tipo, darebbe al migrante la possibilità di:

- destinare il proprio denaro a progetti che rendano indipendente la propria famiglia dalle periodiche richieste di aiuto;

- iniziare a risparmiare regolarmente su un conto in Italia.

Quest'ultimo punto risulta particolarmente importante in quanto incrementa le possibilità di investimento del migrante e va a costituire una garanzia per una sua eventuale richiesta di prestiti (presso le istituzioni di microfinanza un versamento periodico in banca certifica un'entrata mensile che può sostituire la garanzia della busta paga, che non può essere esibita per tutti i lavoratori in nero). L'inclusione finanziaria diventa così uno strumento di inclusione sociale

La sfida diventa allora quella di individuare canali e strumenti che permettano contemporaneamente di offrire maggiori e migliori opportunità di canalizzazione e valorizzazione delle rimesse alle famiglie riceventi, di accumulare parte di questo risparmio per un suo utilizzo futuro e fornire un sostegno allo sviluppo del Paese.

La comunità bengalese a Roma:

Nel periodo 2004-2007 le rimesse dall'Italia sono aumentate del 123,3%1. Il Lazio, in particolare, è la prima regione italiana per entità di invio di rimesse, con 1,7 miliardi di euro (il 26% del totale nazionale), con un incremento tra il 2007 e il 2008 del 12,8%2. Per quanto riguarda la comunità bengalese, solo nel Comune di Roma si contano quasi 10.000 residenti 3 (la quarta popolazione straniera sul territorio), la stragrande maggioranza dei quali invia rimesse al proprio Paese. Al Municipio VI la presenza di bengalesi raggiunge il 45,5% della presenza straniera 4. La comunità bengalese si configura inoltre come particolarmente attiva e fortemente orientata alla creazione di piccole imprese; nel Lazio è la comunità straniera con il maggior numero di imprenditori: 2.204, seguiti da 1.635 marocchini e 1.441 imprenditori cinesi 5. Considerando che i bengalesi nel Lazio sono 11.5926, salta agli occhi l'eccezionale propensione all'imprenditoria di tale comunità: uno su cinque è titolare di un'attività (il doppio della propensione all'imprenditoria degli italiani sul territorio nazionale).

E' significativo anche il tasso di crescita delle imprese condotte da bengalesi: soltanto tra il 2007 e il 2008 c'è stato un incremento del 20,91%7 , facendo presupporre un ulteriore aumento dell'invio di denaro da destinare alla propria famiglia, non solo per le necessità immediate.

Finalità del progetto:

Attraverso lo studio dei comportamenti e dei bisogni finanziari della comunità bengalese a Roma e dell'offerta di servizi di risparmio e trasferimento di denaro attualmente presente, questa ricerca si propone di individuare non solo alcuni strumenti efficaci per la valorizzazione delle rimesse verso il Bangladesh, ma anche i soggetti interessati a realizzarli. Scopo della ricerca è di fornire tutte le indicazioni necessarie all'avvio di un programma di invio di rimesse collegato a progetti microfinanziari che favorisca piani di risparmio e di investimento.

Gli obiettivi della ricerca sono:

- la mappatura della comunità bengalese a Roma, soprattutto in termini di accesso (e di volontà di accedervi) ai servizi finanziari in Italia e nel Paese di provenienza, di utilizzo del denaro risparmiato e di uso del denaro inviato;
- la comprensione dei principali problemi percepiti per l'invio di denaro e l'ideazione di possibili soluzioni;
- la promozione tra la popolazione migrante in Italia di strumenti finanziari quali prestiti, risparmio e assicurazioni, volti ad una integrazione finanziaria che faciliti la nascita di nuove imprese;
- la creazione di una rete di collaborazione tra operatori di trasferimento di denaro, istituzioni finanziarie italiane e bengalesi, associazioni di migranti e enti locali;
- l'individuazione di un metodo di utilizzo delle rimesse per progetti di sviluppo locale;
- la pubblicazione e la diffusione dei risultati ottenuti, in particolare tra Enti, organizzazioni interessate e associazioni di migranti.

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